venerdì 17 giugno 2011

La “nuvola” del futuro digitale

Una nuvola si addensa sulle nostre teste di consumatori digitali. Non porterà piogge ma cascate di dati. Il cloud (nuvola, in inglese) è il futuro. Anzi, il presente se per lanciare iCloud, la nube di Apple, si è scomodato persino un convalescente Steve Jobs, salito sul palco della Wwdc 2011, l’annuale conferenza per gli sviluppatori della casa della Mela. Gli esperti sono convinti all’unisono che la nuvola è la prossima rivoluzione. Dopo la fine del supporto, con dischi, cd e dvd sempre più soppiantanti dal download di file, segnerà la fine del possesso. Ciò che acquistiamo o produciamo – che sia musica, video, foto, documenti, email, applicazioni – non sarà più archiviato sui dischi fissi dei nostri computer ma risiederà altrove. Nella nuvola, appunto. Nelle rete. Fisicamente i bit staranno in enormi “datacenter”, magazzini digitali stipati di macchine capaci di contenere miliardi e miliardi di Gigabyte. Su richiesta degli utenti viaggeranno sulla rete e arriveranno sui pc o sui telefoni. I vantaggi sono ovvi: non dovremo più preoccuparci di sincronizzare i contenuti dei tanti oggetti digitali che abbiamo a casa o in tasca (pc, smartphone, tablet, tv connessa al web e così via) né temere che un guasto o un furto ci privi di anni di “vita digitale” messa da parte con pazienza su dischi esterni o chiavette Usb. Ci penseranno altri, i big della rete e della tecnologia.
Ed ecco perché iCloud. L’azienda di Jobs va a gonfie vele ma si era mossa finora con cautela in un settore in cui altri colossi come Google o Amazon hanno invece bruciato i tempi. Ora vuole recuperare il gap: iCloud porta la piena integrazione della nuvola in tutti i 200 milioni di iPhone, iPad e iPod Touch (i tre oggetti che funzionano con il sistema iOs). Sarà offerto gratis e inserito in iOs 5, in arrivo in autunno. “It just works”, funziona e basta, ha ripetuto Jobs più volte dal palco. Ricordando il punto di forza di Apple: semplicità d’uso ed efficienza.

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